Democrazia, giustizia e rispetto

29 Marzo 2013

Democrazia, giustizia e rispetto
Il sit-in organizzato a Ferrara dal sindacato di polizia Coisp, il 27 marzo, per protestare contro la
carcerazione dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi ci ha offeso
e indignato. Non solo perché pensiamo che le forze dell’ordine debbano – come e più degli altri
cittadini – rispettare le decisioni della magistratura, ma anche perché la scellerata decisione di
svolgere la manifestazione sotto le finestre del Comune di Ferrara, dove lavora Patrizia Moretti,
la mamma di Federico, dimostra la volontà di provocare una donna che ha subito la perdita più
grande.
L’unica colpa di Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi è stata quella di cercare in questi anni, con
una fermezza e una pacatezza che meriterebbero ben altro rispetto, la verità sulla morte del
figlio diciottenne, ucciso la notte del 25 settembre 2005 durante l’intervento di quattro agenti. La
loro condanna definitiva, dopo un processo per molti versi storico, a 3 anni e 6 mesi non è stata
sufficiente a calmare le ire del Coisp e di altri sindacati di polizia che ritengono, evidentemente,
che alle forze dell’ordine debba essere garantita in ogni caso l’impunità.
L’arroganza del Coisp – accompagnata dal volgare protagonismo dell’eurodeputato di Futuro
e Libertà Potito Salatto – si è spinta sino ad allontanare dalla piazza in cui si svolgeva il sit in il
sindaco di Ferrara, che aveva semplicemente invitato i manifestanti a spostarsi di qualche metro
per evitare un’inutile provocazione.
Pensiamo che ogni limite sia stato superato e che non sia più tollerabile che sindacati di polizia,
spesso affiancati da improbabili esponenti politici in cerca di pubblicità, aggrediscano una famiglia
e un’intera città e infanghino il nome di Federico Aldrovandi.
Tutte le forze democratiche devono stringersi intorno alla famiglia di Federico e al sindaco di
Ferrara e devono chiedere, con forza, rispetto per le decisioni della magistratura.
L’ARCI abbraccia Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi e, con le parole della presidente della Camera
Laura Boldrini, vuole dir loro che rappresentano davvero un riferimento per tutti i cittadini italiani
che continuano a credere nelle istituzioni, nella giustizia e che da esse esigono comportamenti
rigorosi.
Non vi lasceremo mai soli.
L’ARCI sarà presente venerdì 29 marzo alle ore 18 in Piazza Savonarola al presidio organizzato per
manifestare solidarietà alla famiglia Aldrovandi, al Sindaco Tiziano Tagliani ed alla città di Ferrara.

Il sit-in organizzato a Ferrara dal sindacato di polizia Coisp, il 27 marzo, per protestare contro la carcerazione dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi ci ha offeso e indignato. Non solo perché pensiamo che le forze dell’ordine debbano – come e più degli altri cittadini – rispettare le decisioni della magistratura, ma anche perché la scellerata decisione di svolgere la manifestazione sotto le finestre del Comune di Ferrara, dove lavora Patrizia Moretti, la mamma di Federico, dimostra la volontà di provocare una donna che ha subito la perdita più grande.

L’unica colpa di Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi è stata quella di cercare in questi anni, con una fermezza e una pacatezza che meriterebbero ben altro rispetto, la verità sulla morte del figlio diciottenne, ucciso la notte del 25 settembre 2005 durante l’intervento di quattro agenti. La loro condanna definitiva, dopo un processo per molti versi storico, a 3 anni e 6 mesi non è stata sufficiente a calmare le ire del Coisp e di altri sindacati di polizia che ritengono, evidentemente, che alle forze dell’ordine debba essere garantita in ogni caso l’impunità.

L’arroganza del Coisp – accompagnata dal volgare protagonismo dell’eurodeputato di Futuro e Libertà Potito Salatto – si è spinta sino ad allontanare dalla piazza in cui si svolgeva il sit in il sindaco di Ferrara, che aveva semplicemente invitato i manifestanti a spostarsi di qualche metro per evitare un’inutile provocazione.

Pensiamo che ogni limite sia stato superato e che non sia più tollerabile che sindacati di polizia, spesso affiancati da improbabili esponenti politici in cerca di pubblicità, aggrediscano una famiglia e un’intera città e infanghino il nome di Federico Aldrovandi.

Tutte le forze democratiche devono stringersi intorno alla famiglia di Federico e al sindaco di Ferrara e devono chiedere, con forza, rispetto per le decisioni della magistratura. L’ARCI abbraccia Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi e, con le parole della presidente della Camera Laura Boldrini, vuole dir loro che rappresentano davvero un riferimento per tutti i cittadini italiani che continuano a credere nelle istituzioni, nella giustizia e che da esse esigono comportamenti rigorosi.

Non vi lasceremo mai soli.

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