“Non è passato. E’ memoria”

27 gennaio 2016

“Non è passato. E’ memoria”. Questa la frase scelta dall’Arci per la Giornata della Memoria 2016, che sarà di ispirazione alle tante manifestazioni culturali e non solo che la nostra Associazione organizzerà in tutta Italia.

Non parliamo di passato perché nuove discriminazioni colpiscono ancora oggi le categorie più deboli della nostra società, perché la rabbia sociale spesso si sfoga  trovando negli ultimi facili bersagli, perché l’insicurezza e la paura vengono strumentalizzate per alimentare razzismo e intolleranza.  E’ la memoria, la lettura degli orrori che hanno segnato il secolo scorso, che può aiutarci  nella comprensione di un presente caratterizzato ancora da guerre e violenza, e fornirci strumenti per progettare un futuro diverso.

La Giornata della Memoria fu istituita dalle Nazioni Unite per ricordare la tragedia dell’Olocausto. La data scelta, il 27 gennaio, è quella della liberazione di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche. Le iniziative organizzate in questa giornata si ispirano innanzitutto a quella tragedia che causò milioni di morti.

Ma per noi è Memoria  tutto l’anno, perché è anche ricordare le vittime di mafia, il dramma dei profughi in fuga che in migliaia perdono la vita, le vittime delle stragi che ancora aspettano giustizia, ma di cui conserviamo la verità storica.

Il 27 gennaio in tutta Italia i nostri  comitati e i circoli  organizzeranno iniziative per ricordare il dramma della Shoah. Usando i diversi linguaggi della cultura, nelle sue forme artistiche, espressive, musicali e cinematografiche. Promuovendo progetti specifici rivolti ai giovani come Promemoria_Auschwitz, i viaggi della memoria organizzati dall’Arci e dall’Associazione Deina, che a febbraio porterà con due treni speciali più di 1200 giovani a visitare i campi di concentramento e sterminio. Ricordare è un dovere di tutti,  ma trasmettere la memoria ai giovani ha forse un valore ancora maggiore, indispensabile per formare alla cittadinanza attiva e consapevole e per costruire futuro.   Perché, come diceva Cicerone nel De Oratore, “La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera della verità”.

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