Cultura

L’Arci è una grande associazione culturale, costruita dal basso, su una solida e larga base di partecipazione: in Italia siamo la più ampia rete di esperienze, talvolta importanti, spesso minori o minuscole, che dalle grandi città ai piccoli centri di provincia rappresenta per centinaia di migliaia di cittadini l’opportunità quotidiana per esercitare, nelle forme più diverse, il proprio diritto a produrre e consumare cultura. La nostra storia si intreccia col cammino dell’educazione popolare e della conquista della cultura da parte dei lavoratori, passa attraverso gli anni della sperimentazione d’avanguardia, della diffusione della cultura di massa, della promozione dei grandi eventi a portata di tutti, della musica nelle piazze e negli stadi: fasi nelle quali abbiamo svolto un ruolo spesso decisivo di proposta e di stimolo nei confronti delle politiche pubbliche.
Facciamo il mestiere della promozione culturale diffusa, presidiando un terreno tanto esteso e strategicamente importante quanto – spesso – trascurato, sia dalle politiche pubbliche che dagli operatori del mercato: è il terreno che sta fuori dalle grandi istituzioni della cultura con la C maiuscola; è il terreno che non interessa ad un mercato dei consumi culturali sempre più concentrato ed omologato. Per questo ci sentiamo legittimati a porre con forza il tema del diritto alla cultura. Troppo spesso nel nostro paese la cultura è considerata un elemento accessorio, un corollario, da delegare totalmente agli addetti ai lavori, o da usare in politica magari come ciliegina sulla torta di un programma elettorale o per operazioni d’immagine di qualche amministrazione locale. Per noi la cultura è invece un ingrediente insostituibile del progresso sociale e del progetto di trasformazione per un mondo migliore.
Parliamo di diritti culturali perché siamo convinti che in essi stia la base del patto di civiltà che può rendere praticabili ed esigibili i diritti umani, che oggi sono messi in discussione con l’idea stessa di cittadinanza, di comunità, di coesione sociale. Dal diritto alla conoscenza, dall’accesso ai saperi passa l’alternativa fra una società di sudditi oppure di cittadini liberi.

L’Arci “dei movimenti” in questi ultimi anni ha cercato di ricostruire uno scenario di senso nel quale declinare il proprio agire quotidiano, cercando di coniugare la grandi vertenze internazionali per un mondo diverso e possibile con il tema della cultura. Uno spazio di azione politica infinito nel quale non sempre è semplice trovare compagni di strada, sia per la complessità dei temi sia per la nostra particolare natura associativa generalista che tenta di mettere assieme i temi della pace, dei diritti, della partecipazione con i diritti culturali propriamente detti.
Se da una parte è “piuttosto semplice” (solo a titolo esemplificativo) assumere l’dea che l’acqua sia un bene comune non è così scontato dire lo stesso per la cultura.
Così siamo ripartiti con un seminario a Cortona nel 2005 dal titolo “Promuovere cultura, fare società” dove abbiamo tentato di fare il punto del nostro lavoro sul settore cultura e dove abitammo tratteggiato le linee per l’impegno di questi anni: la cultura come bene comune, come strumento centrale del welfare, i diritti culturali e le nuove tecnologie, il libero accesso ai beni culturali materiali e immateriali, e chi più ne ha più ne metta!

Abbiamo prodotto documenti e strumenti, come il Manifesto per la cultura e il manuale sul copyleft dal titolo “mi sono fatto da solo”.
Abbiamo sostenuto e diffuso piattaforme internazionali come l’Agenda 21 per la cultura e la Dichiarazione dell’Unesco per la protezione e la promozione delle diversità culturali, come pure i vari materiali relativi alla vertenza Creative Commons (www.creativecommons.it) grazie anche alla preziosissima collaborazione con la casa editrice Stampa Alternativa (www.stampalternativa.it) e tutto il movimento Liberacultura.

Qui, in questo sito, vogliamo iniziare a dar conto di questo lavoro in fieri, mettendo a disposizione i materiali citati e pensando a queste pagine come ad una cassetta degli attrezzi da costruire insieme (a chi ne ha voglia!), pensando che la comunicazione sia il cuore di questa azione di promozione dei diritti culturali.


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